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Il contratto è l'accordo di due o più parti per costituire, regolare o estinguere tra loro un rapporto giuridico di carattere patrimoniale. Nel caso dei prodotti agroalimentari è un contratto di compravendita così definito dal Codice civile:  "La vendita e il contratto che ha per oggetto il trasferimento della proprietà di una cosa altra o il trasferimento di un altro diritto verso il corrispettivo di un prezzo".
I contratti ideati e diffusi dalla Granaria di Milano sono uno strumento a servizio della volontà delle singole parti ma anche del mercato nel suo insieme.
Disporre di regole comuni, condivise, equilibrate, nate dalla giustapposizione di interessi contrastanti, rende infatti più veloce la contrattazione, più facile l’esecuzione dei propri doveri ed il rispetto dei propri diritti: in sostanza un mercato più fluido, perciò meno costoso, con benefici che arrivano fino al consumatore finale.
Ampliandosi i mercati è stato necessario uniformare le condizioni di esecuzione e precisare per ogni prodotto le caratteristiche base su cui avviene lo scambio fra venditore e compratore.
Questo sforzo, iniziato con la fondazione della Granaria e proseguito nel tempo, ha dato origine ai contratti nazionali unificati, composti da due parti:

  • le condizioni generali unificate: stabiliscono regole di esecuzione dello scambio uguali e valide per i più importanti prodotti compravenduti in Italia
  • il contratto tipo:  definisce le caratteristiche base del prodotto scambiato e se necessarie, condizioni esecutive specifiche data qualche particolarità della merce

Si tratta di regole che i giocatori, Compratore e Venditore,  accettano liberamente: non esiste obbligo di usare i contratti della Granaria ma solo la convenienza operativa. Che siano diventati in molti casi i contratti di riferimento è perché
funzio…navano e funzio...nano allo scopo: facilitare l’accordo fra le parti.



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